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Alimentazione a Njombe
In Tanzania il consumo di latte fresco è sempre stato molto limitato, anche a causa della quasi totale impossibilità di conservazione: in villaggi e città dove la distribuzione dell'elettricità è molto limitata e l'erogazione è fortemente discontinua, anche per chi ha la fortuna di essere allacciato alla rete i frigoriferi sono praticamente assenti.Certamente più diffusi, nei negozietti e nei ristoranti, i "beverage coolers", ovvero i classici frigoriferi con porta di vetro, dati in comodato gratuito dalle multinazionali di bevande, ma con l'ovvio obbligo di conservarvi solo i prodotti della marca relativa.
Inoltre, un frigorifero in Tanzania costa l'equivalente di circa 6 stipendi mensili medi ed è quindi evidente che un frigorifero per la conservazione del latte non sia una delle principali priorità per una famiglia.
Ecco perché il problema è risolto dal latte a lunga conservazione e da quello in polvere prodotto fuori dalla Tanzania, importato e commerciato dalle multinazionali. Questo permette sì una diffusione maggiore del latte, ma l'essere in polvere (oltre a renderlo un alimento nutrizionalmente totalmente differente dal latte fresco) lo pone in una condizione di potenziale rischio, in quanto l'acqua disponibile, necessaria per renderlo liquido non è sempre pura.








