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La cooperativa di allevatori Njolifa
Cosa è stato fatto, cosa stiamo facendo
Cosa è stato fattoCon l'aiuto del CEFA, il distretto di Njombe ha visto nascere una cooperativa denominata NjoLiFA (Njombe Livestock Farmers Association), che oggi associa la maggior parte degli allevatori di mucche da latte presenti nelle aree rurali.
Si tratta per lo più di allevamenti di piccole dimensioni (1 o 2 mucche), gestiti da famiglie che si sono associate in gruppi di villaggio. Oggi il distretto conta ben 56 gruppi, con una media di 20-30 allevatori ciascuno (circa 1.400 famiglie coinvolte).
Il distretto di Njombe avrebbe già tutte le caratteristiche per sviluppare l'attività agro zootecnica: vi e' un'ampia disponibilità di foraggio e la popolazione bovina, composta tradizionalmente da zebù, è stata arricchita di mucche da latte, sempre con il supporto del CEFA e di altre organizzazioni di mutuo aiuto. E' ricco di corsi d'acqua, ma le caratteristiche morfologiche e la distribuzione degli insediamenti rendono difficile e oneroso l'approvvigionamento.
Le condizioni igienico-sanitarie e alimentari sono carenti e sono causa di malnutrizione e malattie, specie tra la popolazione infantile (da 0 a 5 anni) che, come in tanti altri paesi africani, è colpita in maniera generalizzata da infezioni e verminosi legate al consumo di acqua non potabile. A tutto questo si aggiunge l'altissima incidenza di alcune malattie infettive come l'Hiv, virus che qui è diffuso tra l'11,9% della popolazione.
In questo difficile contesto la produzione di latte - in passato destinata esclusivamente all'autoconsumo - grazie a queste piccole esperienze di organizzazione e commercializzazione, appare oggi come una delle attività economiche "più remunerative" per le famiglie. Gli allevatori inseriti nel progetto, infatti, producono il latte, ne consumano una parte in famiglia, poi lo conferiscono alla latteria sociale (la Njombe Milk Factory), ricavandone un compenso. La Njombe Milk Factory lo pastorizza rendendolo sicuro e lo distribuisce nel distretto e nelle scuole. In questo modo i piccoli allevatori locali riescono a beneficiare sia del ritorno economico (finalmente garantito) del loro lavoro, sia della continua formazione attraverso incontri e seminari organizzati dal CEFA con le istituzioni locali.
Allevatori, rappresentanti dei gruppi di villaggio e della NjoLiFA siedono regolarmente insieme alla direzione della latteria, per scambiarsi informazioni riguardo l'andamento delle rispettive produzioni e l'insorgere di problematiche. Tipica l'individuazione di casi di mastite, che comporta la sospensione del ritiro di latte, ma anche l'intervento del consulente veterinario della latteria presso l'allevatore proprietario dei capi malati.
Tra le varie attività sono da segnalare le campagne per il test della tubercolosi sugli animali, organizzato in collaborazione tra il CEFA, il Centro Veterinario Regionale e la Njolifa: nel corso degli anni il numero di capi risultati positivi appare in costante decrescita. Il test della brucellosi è stato addirittura sospeso, perché non più necessario.
Grazie al lavoro svolto dal CEFA, anche le donne hanno un ruolo importante nella cooperativa, tanto che oggi la percentuale di allevatrici sfiora il 50%. In realtà queste sono molte di più. Di solito il titolare dell'azienda agricola è il marito ma di fatto è la moglie che ci lavora. Si contano comunque sempre di più diversi gruppi composti interamente (o quasi) da donne. Cosa stiamo facendo
Con Africamilkproject ora si punta ad ampliare la base sociale della cooperativa Njolifa, mediante l'attivazione di 6 nuovi centri di accesso che consentiranno di coinvolgere molti altri allevatori (che andranno ad aggregarsi agli 800 soci attuali). Di questi 4 sono funzionanti e altri 2 in fase di apertura.
Inoltre, Africamilkproject intende intervenire in maniera più incisiva sugli aspetti gestionali dell'attività produttiva, che continuano a mostrare diverse carenze.
Per lo più organizzati in piccoli gruppi di villaggio, gli allevatori fino ad oggi hanno beneficiato di uno sbocco commerciale per la loro produzione di latte e hanno potuto usufruire di un pacchetto di servizi di consulenza e formazione promosso dal CEFA, con il supporto delle istituzioni italiane e tanzanesi e con il sostegno di Granarolo S.p.A. Un intervento che ha comportato notevoli benefici per i soci della cooperativa, i quali hanno visto crescere la loro attività in termini di quantitativi prodotti e di qualità della produzione.
Nonostante i risultati ottenuti finora, i profitti derivanti dall'allevamento di una singola vacca da latte difficilmente superano i 40.000 scellini al mese (circa 21 euro!). Da qui la necessità di un ulteriore intervento nel settore zootecnico, al fine di elevare il livello di preparazione degli allevatori, dotandoli degli strumenti necessari per condurre la propria attività in maniera più professionale, sia da un punto di vista tecnico/gestionale che finanziario.
Inoltre, ampliando la base sociale della cooperativa, aumenterebbero i quantitativi di latte prodotto nel distretto, garantendo alla Njombe Milk Factory una maggiore disponibilità di materia prima.
Africamikproject ha attuato un programma di formazione, realizzato anche con il contributo di Granlatte-Granarolo, articolato in due fasi.
La prima fase ha previsto un intervento, a Njombe, rivolto ai rappresentanti dei primi 40 gruppi di allevatori che hanno conferito la loro produzione alla latteria.
La seconda fase, tenutasi nei villaggi, è stata affidata ai rappresentanti dei gruppi beneficiari della prima formazione, ai quali è stato affidato il compito di trasmettere le nuove conoscenze acquisite ai membri dei loro gruppi di appartenenza.
Le tematiche hanno compreso: contabilità e gestione di gruppo (inteso come interfaccia tra allevatori e latteria), amministrazione finanziaria dell'attività di allevamento, la filiera del latte; standard di qualità del latte crudo. I corsi sono stati tenuti dai volontari del CEFA esperti di zootecnia lattiera, insieme a tecnici locali. Il programma è stato gestito con la collaborazione della Sokoine University of Agriculture di Morogoro.
Nel mese di dicembre 2010 una delegazione tanzaniana composta da un bel gruppo di allevatori, un manutentore e il manager della latteria sono arrivati a Bologna per una settimana di formazione professionale. Gli allevatori hanno visitato varie aziende agricole dei soci di Granlatte (proprietari di Granarolo) per apprendere le tecniche produttive e studiarne le strategie. Il manutentore e il manager invece hanno affiancato i loro colleghi italiani in altri stabilimenti del gruppo.
Nel mese di novembre 2011 una folta delegazione di Granarolo (e CEFA) è giunta a Njombe per vedere da vicino l'impresa sociale tanzaniana. Gli esperti di Granarolo hanno voluto conoscere nel dettaglio la latteria per capire quali sono le criticità ma anche i punti di forza. E' stata positivamente colpita dallo stabilimento e della sequenza produttiva e di trasformazione del latte e dei sui derivati, senza però nascondere i punti critici quali ad esempio la purificazione delle acque di lavaggio, i picchi di consumi di energia, il ripristino e ampliamento delle macchine di impacchettamento e per il confezionamento sotto vuoto dei vasetti dello yogurt. Sono tutte questioni che si affronteranno a breve per fare in modo che la latteria sia sempre più competitiva e produca in particolare più latte pastorizzato per darne sempre più agli alunni delle scuole del distretto!








